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Le emozioni di un concerto. Ralph Towner

by on Marzo 23, 2020 in recensione

Roccelle Jonica 21 Agosto 1997
Jazz Festival Rumori mediterranei
Ralph Towner, chitarra solo
Scrivo nel mentre assisto dal vivo al concerto.
E’ La chitarra di Ralph Towner sul palco.
E’ fantastico scrivere dalla platea mentre scorrono libere le note in un flusso magico che trasporta
I pensieri in vortici dolci.
Adesso il chitarrista interpreta un pezzo di Charles Mingus ”Goodbay Pork Pie” .
Sono al buio e fumo una delle mie solite sigarette di tabacco puzzolente. Le signore in tribuna stampa storcono il naso per il cattivo odore….
E’ fantastico Ralph….
Le dita accarezzano le corde in un’armonia tale che è quasi impossibile staccare gli occhi da quella
figura che respira col suono in rantoli sempre più pieni di espressione dura e sferragliante..
Alle spalle del pubblico c’è uno scenario mozzafiato: il chiaroscuro della rocca del castello di Caraffa.
Le mura giocano con le luci della notte tra le rovine di un paese antico che rivive le melodie di arpeggi lenti
e caldi di un uomo solo con capelli bianchi e un viso assorto… Lui si chiama Ralph Towner e le pieghe delle
sue labbra seguono le vibrazioni della sua musica.
Le note sono parole che raccontano versi di poesia incantata.
Adesso il vecchio Ralph applica un cartoncino alla base delle corde.
Il suono, il ritmo raggiunge nella distorsione l’eco della sperimentazione acuta ed acida.
L’effetto corroborante è un urlo sussurrato.
Riecco che ripristina il racconto stavolta con i toni soavi di una fiaba.
Il piacere si stempera in arpeggi a tratti sospesi che rendono l’attesa spasmodica.
Cambia chitarra. Il “sound” cresce con accurata ricerca negli strascichi cupi che presagiscono toni più alti.
La sequenza risucchia l’ascolto in una voragine di desiderio che è oblio suadente.
Dondolando la trama si snoda in gorgheggi in sintonia con quelle notti profonde in cui il silenzio evoca
immagini di passioni lontane.
Claudio Settembre

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